Economia e Lavoro

Il settore saccarifero in Italia

In Italia sono attivi nella trasformazione della barbabietola la Cooperativa COPROB SCA, ed Eridania Sadam S.p.a. del Gruppo Industriale Maccaferri. È inoltre presente lo Zuccherificio Del Molise S.p.a. di proprietà della Regione Molise.
La produzione di zucchero in Italia ha una storia ultra secolare durante la quale il settore saccarifero ha attraversato numerose e diverse fasi, contando in passato alcune decine di impianti, fino alla ultima profonda ristrutturazione indotta dalla riforma dell’Organizzazione Comune di Mercato (OCM) dello zucchero del 2006 che ha definito l’attuale assetto.
Attualmente sono dunque operativi a servizio di 50.000 ettari coltivati a bietole 4 stabilimenti saccariferi che producono zucchero bianco da barbabietola con una produzione nazionale che nella scorsa campagna (2014/2015) è stata di circa 460.000 tonnellate.
Sul territorio nazionale, da alcuni anni, si svolge anche l’attività di raffinazione di zucchero grezzo di canna importato che viene raffinato da COPROB nello zuccherificio di Minerbio, al di fuori della stagione estiva dedicata esclusivamente alla barbabietola intercampagna, e dalla Raffineria di Brindisi (detenuta da una joint venture tra il gruppo italiano SFIR, la società americana American Sugar Refining – ASR e i francesi di Cristal Union) che trasforma a tempo pieno solo zucchero grezzo importato.

 

Consumi e destinazioni d’uso

In Italia il consumo di zucchero è stabile e si attesta intorno a 1 milione 700 mila tonnellate. Quasi un terzo del consumo è approvvigionato con la quota di produzione nazionale da zucchero da barbabietola (500.000 t), a cui si aggiunge la raffinazione di zucchero grezzo importato.
La restante parte è approvvigionata per il 50% da Francia e Germania, con cui tra l’altro alcune società italiane hanno stretto partnership per soddisfare i consumi nazionali, e da importazioni di zucchero bianco da altri paesi UE (Austria per esempio) ed extra UE (Mauritius, 10% del totale dei consumi).
Oltre il 75% dello zucchero prodotto è destinato all’industria della trasformazione per la produzione di cibi e bevande; la parte residua (25% circa), viene distribuita dalla Grande Distribuzione Organizzata (supermercati e negozi) e dal sistema HoReCa (Hotel, Ristoranti e Bar).

 

Fatturato e occupazione

Con un fatturato complessivo superiore a 700 milioni di euro, il settore saccarifero italiano impiega oltre 1.200 addetti diretti (senza contare il trasporto e l’indotto).
Le barbabietole da zucchero sono coltivate in oltre 8.000 aziende agricole nazionali. E’ inoltre comunemente considerato che nel settore bieticolo-saccarifero ogni impiego diretto generi 5 impieghi indiretti (Fonte: CEFS).

 

Il contesto europeo

Nell’Unione europea 19 Stati membri producono zucchero da barbabietola in 109 zuccherifici che utilizzano le barbababietole di un numero di agricoltori che può raggiungere anche le 160.000 unità. In termini di occupazione (diretta e indiretta) il comparto bieticolo-saccarifero europeo fornisce oltre 180.000 posti di lavoro. Inoltre, 9 Stati membri hanno raffinerie di zucchero grezzo importato con più di 15 raffinerie che impiegano circa 4.500 lavoratori. Con la riforma del 2006, nell’UE sono state chiuse più di 80 fabbriche.

Il mercato europeo è sostanzialmente equilibrato con quote di produzione di zucchero da barbabietola assegnate a ciascun paese ed impresa ed una parte importata destinata alle raffinerie di zucchero grezzo. Tuttavia l’approvazione della riforma della Politica agricola comune (PAC) del giugno 2013 ha previsto, tra gli altri provvedimenti, l’abolizione del regime delle quote di produzione a decorrere dal 30 settembre 2017 (regolamento (UE) n. 1308/2013 del 17 dicembre 2013). Con la fine del sistema delle quote e la completa libertà produttiva, il mercato saccarifero comunitario sta già avendo un aumento della competizione tra gli operatori con un crollo dei prezzi di vendita.